Le corazzate
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| La nave corazzata nasce alla metà del XIX secolo e si afferma nei primi anni del '900 per il combattimento con il cannone contro navi di tipo simile. Per circa un secolo (1850-1945) il numero delle corazzate, il loro dislocamento, la quantità e il calibro dei cannoni furono i parametri con i quali si giudicava se una marina era più forte di un'altra. Durante la seconda guerra mondiale le principali caratteristiche di queste imbarcazioni (cannoni di grosso calibro e corazze applicate sui fianchi, sui ponti e sulle torri delle artiglierie) si dimostrarono inefficaci contro i caccia e i sommergibili nemici. |
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La
corazzata POTEMKIN
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| La corazzata Potèmkín, varata nell'ottobre del 1900, fu protagonista di un celebre ammutinamento durante la rivoluzione del 1905 nella Russia di Nicola II. Ejzenstein, con la pellicola del 1926 commissionata dal governo sovietico per il ventennale, rese celebre l'episodio in tutto il mondo. La corazzata, non molto veloce e con armamento standard (4 cannoni da 305 mm), dopo la ribellione tornò a Sebastopoli e venne ribattezzata San Panteleimon. Con questo nome partecipò alla prima guerra mondiale. | ||
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LA CORAZZATURA La corazza aveva Il compito principale di coprire i fianchi della nave, i pezzi dell'artiglieria e il ponte di comando. Le prime corazzature erano costituite da una cintura di lastre di ferro dello spessore di 100/120 mm che rivestiva completamente il perimetro di galleggiamento dello scafo. Lo sviluppo degli armamenti impose sempre maggiori livelli di protezione. La Yamato aveva le torri dei cannoni rivestite con lastre d'acciaio spesso fino a 650 mm e il deposito munizioni racchiuso in una scatola con pareti da 202 mm. |
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I CANNONI Nelle prime corazzate i cannoni erano sistemati ai due lati dello scafo, disposti uno accanto all'altro. Erano cannoni ad affusto su quattro ruote, non brandeggiabili e ad avancarica. Il proiettilile da circa 250 kg veniva inserito davanti e servivano una decina di persone per effettuare l'operazione. Un secolo di evoluzioni portò a cannoni sempre più potenti e manovrabili. Le corazzate della seconda guerra mondiale avevano cannoni da 406 mm con gittata di 35.000 m circa. |
Glossario
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AFFUSTO Supporto per il trasporto e la manovra delle bocche da fuoco. Se elastico, permette al cannone di scorrere per effetto del rinculo. |
DISLOCAMENTO Peso del volume dell'acqua'spostata dalla parte immersa della nave. Il dislocamento è l'unità di misura delle navi da guerra. |
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BRANDEGGIABILE Si dice di un cannone che può ruotare orizzontalmente su un asse verticale e sparare in tutte le direzioni. |
LIBBRA Unità di misura di massa equivalente a circa 450 gr. A metà dell'800 i cannoni venivano ancora misurati in libbre e non in mm. |
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CANNONI A BARBETTA Sono i cannoni montati su piattaforme rotanti, mossi meccanicamente (non più a mano) e sistemati sui ponti scoperti. |
NODO Unità di misura della velocità usata nella navigazione aerea e marittima. Un nodo è pari a 1,852 km orari. |
Curiosità
| All'inizio della seconda guerra mondiale solo la marina inglese e quella americana erano munite di un apparato elettronico per la rilevazione e localizzazione delle navi nemiche (RADAR, Radio detective and ranging). Grazie a questo vantaggio fu possibile conseguire successi clamorosi, come l'affondamento di tre incrociatori italiani a Capo Matapan nella sola notte del 28 marzo 1941. | Nel giro di un decennio, dopo la fine della seconda guerra mondiale, le corazzate furono messe in disarmo. Solo la marina degli Stati Uniti ha usato la New Jersey in operazioni di bombardamento contro costa durante la guerra del Vietnam, negli anni 1968-1969. Fu l'ultima operazione bellica compiuta da una corazzata e, come la prima (Mar Nero, 1855), non si trattò di una battaglia navale ma di un bombardamento contro costa. | Alcuni numeri sulla seconda guerra mondiale. Furono utilizzate 89 corazzate costruite fra il 1900 e il 1945. Fra queste, alcune progettate tra il 1900 e il 1925 e appositamente ristrutturate. Ne furono affondate 34, di cui 18 in combattimento e 16 mentre si trovavano in porto. Di quelle affondate in combattimento, 8 furono colpite durante uno scontro con altre unità navali, 9 da aerei e una silurata sotto la linea di galleggiamento. |
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IOWA
- Le ultime corazzate
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Nel 1937 la marina americana, in risposta al rifiuto dei giapponesi di rispettare il trattato internazionale di Washington per il disarmo navale, decise la costruzione di navi con dislocamento superiore alle 45.000 tonnellate. Nasce la classe lowa, quattro navi da guerra nelle quali viene esaltata la velocità. Con un apparato motore da 200.000 hp di potenza, queste corazzate erano le più veloci dei mondo (33 nodi). I nove cannoni da 406 mm avevano una gittata di 38.000 metri. Nel settembre 1945, nella baia di Tokyo, viene firmata la resa dei Giappone sulla corazzata Missouri. |
SCHEDA TECNICA
| Tipo: | Corazzata veloce o super Dreadnought |
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| Armamento: | 9 cannoni da 406 mm, 20 da 127 mm per impiego navale e contraerei, 60 da 40 mm e 60 da 20 mm contraerei. | |
| Velocità: | 33 nodi | |
| Dislocamento: |
48.500 tonnellate in condizioni standard, 57.450 tonnellate a pieno carico |
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| Lunghezza: | 270 metri | |
| Equipaggio: | 1921 uomini |
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Evoluzione
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DEVASTATION, FRANCIA (1855) La Devastation è la prima corazzata impegnata in un'azione bellica. Costruita dai francesi durante la guerra di Crimea, viene mandata nel Mar Nero il 17 ottobre 1855 per bombardare le fortezze russe di Kinburn che, in quattro ore, furono ridotte in rovina. Ha 16 cannoni da 50 libbre sistemati ai due lati dello scafo e raggiunge 4 nodi di velocità. |
MARENG0, FRANCIA (1868) La corazzata Marengo, malgrado fosse costruita in legno, aveva ottime qualità. L'attrezzatura velica e un apparato motore progredito le davano una buona velocità (13,7 nodi). Gli armamenti erano costituiti da una doppia batteria centrale (4 cannoni da 270 mm, 4 cannoni brandeggiabili in barbetta) e uno sperone metallico. |
PETROPAVLOVSK, RUSSIA (1894) La Petropaviovsk era la nave dell'ammiraglio Makarov durante la guerra russo-giapponese dei 1904-1905. Affondò sbattendo su una mina al rientro da una missione. Aveva corazze d'acciaio indurito e 4 cannoni da 305 mm, sistemati in torri blindate. Anticipando le navi della seconda guerra mondiale, anche i cannoni più piccoli erano sistemati in torri. |
SHIKISHIMA, GIAPPONE (1898) La corazzata giapponese Shikishima era una nave di fabbricazione inglese, potenziata nell'armamento: 4 cannoni sistemati in due torri a barbeffa, uno sperone di prua e 5 tubi lanciasiluri. Velocità: 19 nodi. Nella guerra russo-giapponese partecipò alla battaglia di Tsushima durante la quale l'ammiraglio Togo riuscì ad annientare la flotta russa. |
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DREADNOUGHT, GB (1906) All'inizio dei '900 le pressioni dell'ammiraglio inglese Fisher per rinnovare la flotta portarono alla costruzione della Dreadnought. Dotata di cannoni più grandi (10 da 305 mm) e motore a turbine a vapore, la corazzata partecipò alla Grande Guerra, affondando il sommergibile tedesco U 29. |
QUEEN ELIZABETH, GB (1913) La corazzata Queen Elizabeth, dislocata inizialmente nel Mediterraneo per azioni contro la Turchia, nel 1916 divenne nave ammiraglia della flotta inglese e partecipò alla battaglia dello Jutiand. Veloce e potente (8 cannoni da 381 mm) venne affondata nel 1941 nel porto di Alessandria da incursori italiani. |
BISMARCK, GERMANIA (1939) Entrata in servizio nell'agosto del 1940, la corazzata Bismarck, "super Dreadnought" da 51.000 t di dislocamento e 29 nodi di velocità, nel maggio 1941 subì una vera e propria caccia da parte degli inglesi. Colpita da un aereo che le bloccò il timone, venne affondata dai siluri di un incrociatore. |
YAMATO, GIAPPONE (1940) La corazzata Yamato fu la nave dell'ammiraglio Yamamoto, comandante della flotta. Dotata di 9 cannoni da 460 mm, il maggiore dei calibri dei cannoni navali, rappresentò l'esasperazione dei concetto di nave super armata e super corazzata. Per affondarla furono necessari 10 siluri e 23 bombe. |
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