Le bombe a mano

I primi ordigni esplosivi lanciati con la sola forza del braccio furono impiegati in Cina nel XIII secolo. In un'epoca in cui i soldati combattevano all'arma bianca, l'utilizzo di versioni militarizzate dei fuochi d'artificio poteva avere effetti devastanti. Non per il reale potenziale offensivo, che era comunque limitato, ma perché simili ordigni portavano paura e scompiglio tra gli avversari. In occidente, la bomba a mano fece la sua comparsa nel XV secolo. E ancora oggi costituisce una componente fondamentale dell'armamento del soldato.

I GRANATIERI:

soldati scelti, alti e prestanti

 

Verso la metà del XVII secolo furono costituiti reparti speciali di soldati scelti che, grazie alla loro prestanza fisica, erano capaci di scagliare le granate (conservate in una borsa detta "granatiera') a una distanza considerevole. Il ruolo del granatiere fu essenziale durante gli scontri nelle trincee: l'effetto di una bomba a mano era paragonabile a quello di una piccola scarica di mortaio. La granata aveva un vantaggio in più: era molto precisa e neutralizzava con maggiore facilità le postazioni nemiche.

 

 

L'INNESCO

Una bomba a mano moderna, rispetto a quelle di cinquanta anni fa, è molto più sicura. Togliendo la sicura si libera il percussore che colpendo la capsula della bomba, provoca l'esplosione della miscela fulminante. Si accende quindi il detonatore che fa esplodere la carica di scoppio. L'intervallo tra lo strappo della spoletta e l'esplosione può variare da 3 a 6 secondi. Un anello legato alla spoletta permette di collegare la bomba a trappole e farla esplodere a distanza.

LE SCHEGGE

L'efficacia di una granata dipende dal numero di schegge che produce e dal modo in cui queste si diffondono. Intorno alle prime granate britanniche venivano legate palle da shrapnel. Negli anni '40. grazie ad esplosivi più potentì, il raggio di frammentazione divenne più controllabile. Si passo quindi dalle bombe con corpo metallico segmentato (es. le "ananas") alle moderne granate con frammenti preformati interni all'ordigno che garantiscono una rosa di schegge più uniforme.

Glossario

DETONATORE

Dispositivo utilizzato per innescare la carica di scoppio di un proiettile o di un ordigno.

RAGGIO D'AZIONE

Area coperta dalle schegge proiettate dall'esplosione entro la quale la bomba è efficace.

 

 

FRAMMENTAZIONE

È la proiezione delle schegge prodotte dall'esplosione. Varia in base alla potenza della bomba e al numero delle schegge.

SHRAPNEL

Proiettile d'artiglieria esplosivo contenente palle e una carica esplosiva con spolettà a tempo. Fu inventato nel 1784 da Henry Shrapnel.

   

PERCUSSORE

È il congegno che, facendo scoppiare una piccola capsula di esplosivo. incendia la carica principale.

SPOLETTA

Accende la carica esplosiva. Può essere a percussione, a tempo, magnetica, di prossimità.

   

Curiosità

Verso la fine dei XIX secolo, a Londra, inventarono una granata precursore del moderno estintore: la Harden star hand granade. Era una bottiglia piena di liquido e di colore blu che, in caso d'incendio, doveva essere scagliata contro il fuoco. La "granata", assicurano le pubblicità dell'epoca poteva essere usata anche da donne e bambini. Nella capitale Inglese, solo tra il 1880 e il 1885, furono ben seicento gli incendi domati grazie alla Harden granade.   La "bomba-bottiglia", meglio conosciuta come Molotov, ha fatto la sua apparizione durante la guerra civile spagnola dei 1936-39. L'arma base è costituita da una semplice bottiglia di vetro contenente benzina con uno straccio imbevuto di petrolio intorno al collo. Ma la benzina non era il liquido ideale, perché tendeva a colare anche mentre ardeva. Così per renderla più "aderente" fu mescolata con nafta, petrolio o lattice.   Altri tipi di bombe a mano, le fumogene, le illluminanti, le lacrimogene e le speciali bombe flash bang o stungrenade, cioè granate stordenti. Emet- tono un lampo di luce e un rumore molto intenso. Hanno l'effetto di accecare e stordire chiunque si trovi nel raggio d' azione del flash bang, dando così alle forze dell ordine la possibilità di neutralizzarlo. In alcuni casi però possono risultare fatali.

LE BOMBE A MANO una rosa di schegge

Le granate erano originariamente costituite da palle di ferro, riempite di polvere da sparo e munite di una miccia cui si dava fuoco prima del lancio. Alla vigilia della prima guerra mondiale gli inglesi cominciarono a costruire granate con corpo in ghisa ed innesco chimico a tempo. Oggi le bombe a mano hanno anche un'altra letale caratteristica: quella di produrre schegge con un raggio d'azione di qualche decina di metri e un considerevole spostamento d'aria.

Si distingue tra granate offensive e difensive. Le prime sono più piccole, con schegge leggere e dal raggio d'azione limitato. Le bombe a mano difensive, più pesanti, lanciate stando al riparo, producono schegge che arrivano fino a 30 metri di distanza. Le granate moderne sono bivalenti e consentono entrambi gli usi. Altre differenze sono quelle in base al tipo d'involucro (metallo o materiale sintetico) e alla capacità di produrre schegge.

 

SCHEDA TECNICA

Tipo: bomba a mano
Peso: tra 180 e 600 gr.
Carica esplosiva: tra 15 e 100 gr.
Numero di schegge:

da 1.500 a 5.000

Raggio d'azione: da 5 a 30 m.
Distanza di sicurezza: fino a 100 m

Evoluzione

KETCHUM GRENADE (1861-65)

Le prime bombe a mano erano contenitori pieni di esplosivo e frammenti di metallo. Adattamenti di munizioni da cannone, avevano una spoletta a tempo o a impatto (esplodevano a contatto dei terreno). L'americana Ketchum, usata durante la Guerra di Secessione, fu una delle prime progettata per essere lanciata a mano.

PRIMA GUERRA MONDIALE (USA)

Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, l'esercito americano usò una granata dotata di una lunga coda che serviva al lancio e a stabilizzare il volo. La bomba doveva colpire il terreno con la spoletta a percussione (nella parte inferiore). Esplodeva solo su terreni secchi e duri ma era inutile sulla terra umida e molle.

NO. 1 MK I (1908)

Adottata dall'esercito inglese nel giugno dei 1908 e più volte ridisegnata, fu usata nella prima guerra mondiale. Costituita da un cilindro d'ottone, aveva un anello a frammentazione di ferro nella parte superiore. La sicura aveva tre posizioni: "viaggio", "combattimento" e "pronta al fuoco".

STIELHANDGRANATE 24 (1940)

La più famosa granata tedesca è la Stieelhandgranate 24 ("granata a bastone"), chiamata dagli Alleati "schiacciapatate". La spoletta a tempo si attivava girando il manico e strappando il cordino di sicurezza. Pesante 480 grammi, era lunga complessivamente 35,6 cm, la bomba vera e propria solo 7,5.

 

 

 

 

EIHANDGRANATE 39 (1940)

La tedesca Eihandgranate ("granata a uovo") era di potenza limitata ma maneggevole e comoda da immagazzinare. Alla fine della seconda guerra mondiale, mancando il metallo, la costruirono col cemento mescolato a schegge di metallo. Ma questo materiale era friabile e venne sostituito da cilindri di cartone.

RG-42 (1942)

Granata sovietica a frammentazione, fu progettata da S.G. Korshunov nel 1942. Piccola, semplice da produrre e comoda da usare è ancora adottata dall'esercito russo. È composta da un cilindro di acciaio con un detonatore e una cintura metallica che, esplodendo, produce centinaia di micidiali frammenti.

RGD-5 (1947)

È tuttora la bomba a mano da attacco più diffusa negli eserciti dei Paesi dell'ex Patto di Varsavia. Il guscio a frammentazione è racchiuso in un involucro d'acciaio. Uccide in un raggio di 25 metri ed esplode 4-5 secondi dopo il lancio. Facilmente reperibile sul mercato nero, è sempre più diffusa fra i malavitosi.

CS HANDGRENADE 500 (1998)

Le bombe a mano sono in dotazione anche ai corpi di polizia, che le utilizzano per il mantenimento dell'ordine pubblico. Caricate con gas lacrimogeni o irritanti, sono di plastica morbida o gomma e non in metallo, per evitare frammenti pericolosi. In 10-14 secondi spandono gas in un'area di 30-50 metri.