Le armature
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| Dall'alba dei tempi, l'armatura costituisce il complesso delle armi difensive di qualsiasi combattente. basti pensare al celebre elmo di Achille, "fabbricato da Vulcano in persona" (Iliade, libri V, XIX e XXII), per rendersi conto dell'importanza che da sempre viene attribuita alla difesa del guerriero. dell'armamento difensivo fanno parte l'elmo, lo scudo e la corazza. l'armatura si sviluppò soprattutto nel medioevo, si perfezionò nel XIII secoli) e scomparve nel XVII con il progressivo affermarsi delle armi da fuoco. |
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Le
Crociate: fervore religioso ed espansionismo economico
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Il successo dei cristiani nella prima Crociata fu in buona parte dovuto all'uso di un armamento militare superiore. E proprio con le crociate (la prima comincia nel 1096) che si diffonde l'uso della maglia di ferro: consentiva una buona protezione senza perdere l'agilità nei . movimenti. Il cavaliere indossava anche un elmo "a coppo " dotato di nasale. La solenne armatura con le croci bene in evidenza sottolineava il fervore di rinnovamento religioso, anche se le vere cause di queste guerre furono il grande sviluppo demografico, economico e politico dell'Europa dopo il Mille.
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TESTUGGINE La testudo era una specie di tetto che i combattenti formavano con gli scudi al di sopra delle loro teste. I romani usavano questo espediente per avanzare fino alle mura delle roccaforti senza essere colpiti dal tiri dei nemico (lo raccontano Cesare e Tacito). I manovranti, addetti a sollevare gli scudi, dovevano stringersi In modo che le spalle dell'uno si toccassero con quelle dell'altro. Di solito i soldati più alti si posizionavano nelle file interne. |
La testuggine romana
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L'ARALDICA Con la diffusione di elmi e corazze diventò sempre più difficile distinguere gli amici dai nemici. Fu quindi necessario stabilire l'identità dei guerriero con altri mezzi, primo tra tutti l'araldica. Greci e romani avevano già fatto uso di simboli ed effigi per aiutare l'identificazione, ma solo nel XII secolo l'araldica divenne una scienza esatta. E complicata: la diverse famiglie si Imparentavano e gli stemmi di origine venivano arricchiti di nuovi particolari. |
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Glossario
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BORGOGNOTTA Elmo leggero del XVI e XVII secolo con frontale e paraguance. Lasciava il viso del cavaliere scoperto. |
KUWAGATA Ornamento anteriore dell'elmo giapponese, in genere a forma di corna appiattite (di solito dorate), in metallo o stecca di balena. |
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CORSALETTO Corazza composta del solo petto e schiena, generalmente in ferro. |
LAME Strisce metalliche che fanno parte dell'armatura flessibile. |
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GAMBIERA Parte dell'armatura che riparava le gambe fino all'altezza del ginocchio. Poteva essere in cuoio o in metallo. A volte si trattava di semplici coscíali, indumenti protettivi che pendevano dalla cintura. |
USBERGO Busto di ferro o altro metallo usata soprattutto nel Medioevo. Copriva tutto il busto e poteva essere di diversa foggia: a maglia, a lame, a scaglie. Aveva le maniche lunghe e spesso arrivava alle ginocchia. |
Curiosità
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Lo slip in metallo dell'armatura di Enrico III (1207-1272) è stato per lungo tempo esposto nella Torre di Londra. Come per molte reliquie si è diffusa la convinzione che sfregarlo porti fortuna. Uno dei passatempi della nobiltà dei Medioevo erano le giostre, feste popolari durante le quali i cavalieri si sfidavano a duello. Per evitare perdite umane, nel XIV secolo vennero create pesanti armature munite dì padiglione (un guardamano di ferro per la lancia). Lo scudo veniva assicurato con delle cinghie. Oggi in molte città italíane si tengono rievocazioni in costume delle giostre medievali. |
Il più antico esemplare di armatura d'elefante risale al XVII secolo e fu costruito in India dagli armatori dei vicerè dei Bengala Sirag Ad-Daula. Armata con spade d'avorio, pesa 159 chili ed è composta da 8.439 piastre di metallo sovrapposte, tenute insieme con maglie di catena di ferro e cucite su un sostegno di stoffa. Fu acquistata da lady Clive, moglie dei governatore di Madras che guidò la conquista inglese dei Bengala. Nel 1801 fu portata in Inghilterra. |
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LA LEGIONE ROMANA Il primo esercito professionista della storia |
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Per molti secoli i romani furono la massima potenza militare del mondo. La loro supremazia, oltre che a validi comandanti, fu dovuta all'uso professionale della legione e alla netta superiorità tecnica dell'armamento, soprattutto difensivo. Già allora, infatti, si faceva uso di maglie di ferro anche se la maggior parte dei legionari indossava la lorica segmentata, una sorta di corsaletto a lame. La suddivisione dell'esercito in legioni risale alla fine dei IV secolo a.C. Ma fu il console Caio Mario a creare nel 104 a.C. un vero esercito di professionisti, cosa che gli permise di ottenere importanti successi contro gli invasori germanici. L'organizzazione della legione e le armi utilizzate subirono sostanziali cambiamenti nel corso dei tempo. Per molti secoli, però, il legionario conti nuò ad indossare la corazza ed essere armato di elmo, gIadius, pilum e scutum. L'elmo era di bronzo, a volte con rinforzi di ferro, paranuca, visiera e paraguance. Per i trionfi e le parate esistevano elmi più elaborati, dotati di una maschera facciale.
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SCHEDA TECNICA
| Categoria: | unità tattica dell'esercito romano | |
| Composizione: | 3.000 fanti e 300 cavalieri, suddivisi in centurie (unità di 100) | |
| Organizzazione: |
disposizione su tre file:
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| Armamento: |
corazza, cima, lancia, scudo e spada corta |
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Evoluzione
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MAGLIA DI FERRO (XII SECOLO) La maglia di ferro fu per molti secoli una delle principali forme di difesa. La costruzione era laboriosa: ogni anello veniva unito a caldo ad altri quattro, sovrapponendo le estremità e poi spianandole con un colpo di martello. Sotto l'usbergo, il cavaliere portava un corpetto imbottito per impedire che gli anelli irritassero la pelle. |
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CAVALIERI (XV SECOLO) All'Inizio del XV secolo, si svilupparono due tipi di armatura: italiana e germanica. Quella italiana, prodotta a Pisa e Milano, aveva contorni lisci e arrotondati. I pettorali erano composti da w due piastre sovrapposte che garantivano una certà libertà di movimento. Sotto l'armatura poteva essere usata anche la maglia di ferro. |
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A PIASTRE (XIII-XIV SECOLO) Nel XIII secolon gli armaioli produssero una tunica ricoperta di piastre di metallo che doveva essere portata sopra usbergo. L'armatura a piastre fu presto integrata da cosciali imbottiti (a difesa delle cosce), ginochielli (delle ginocchia), schinierii (degli stinchi), cubiliere (dei gomiti), manopole (delle mani), gorgiera (del collo). |
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LA CASTA DEI SAMURAI (1615) Le armature giapponesi sono sempre state di una qualità superiore: la casta dei samurai e le frequenti guerre ne assicurarono lo sviluppo. Erano composte da piastre metalliche laccate allacciate insieme. L'elmo aveva un paranuca ed era spesso ornato da un kuwagata, il volto era protetto da una maschera di metallo. |
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MASSIMILIANA (1540) Di produzione tedesca, la "massimiliana" è caratterizzata da una serie di incanalature, prima relativamente spaziate poi più fitte. Era estremamente attillata per soddistare ili desiderio degli uomini d'arme di apparire alti e sianciati. Spesso le manopole non avevano le dita ma una serie di piastre compatte. |
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CAVALLO (XV SECOLO) Già dall'epoca romana i cavalli venivano protetti con armature di maglia. Ma le prime difese a piastre comparvero solo nel XV secolo La sella (di legno, avorio, osso o cuoio) era fatta in modo che il cavaliere stesse quasi in piedi: con l'aiuto della staffa poteva manovrare la spada o la mazza con tutta la forza dei corpo. |
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MEZZA ARMATURA (1590) Nel XVI secolo venne data sempre più importanza alla capacità di spostarsi con rapidità, così molti soldati iniziarono ad indossare difese più leggere e agili. A Milano venne prodotta una mezza armatura detta "pisana". Comprendeva una borgognotta, una corazza per il petto e la schiena e due gambiere. |
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ELEFANTE (1757) In Oriente l'armatura si sviluppò con un maggior utilizzo della maglia di ferro. Sirag Ag Daula, viceré del Bengala, nella battaglia di Plassey (23 giugno 1757) la usò anche per gli elefanti nel tentativo di resistere all'assedio di Lord Clive, ufficiale della Compagnia delle Indie Orientali. |
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